Renè Higuita, uno scorpione tra i pali

di Fabio Belli

Alcune cose che non tutti sanno su René Higuita:

Il suo vero cognome è Zapata, in Colombia come in Spagna spesso le persone hanno due cognomi ed il portiere storico della nazionale colombiana ha scelto quello che lo caratterizzava meglio. E’ stato arrestato alla vigilia dei campionati Mondiali del 1994, i secondi di fila che avrebbe disputato con la generazione d’oro del calcio colombiano, assieme a Carlos Valderrama e Freddy Rincon, per aver svolto un ruolo da mediatore per la liberazione di un ostaggio, nell’ambito di un sequestro avvenuto nella rete del narcotraffico. Peccato che si fosse dimenticato di avvertire la polizia di queste sue delicatissime trattative, ed abbia finito per trascorrere sette mesi nelle patrie galere per favoreggiamento. E fu costretto a saltare USA ’94.

higuitaLa prima assoluta mondiale della sua “mossa speciale” più celebre, il colpo dello scorpione, andò in scena nel tempio di Wembley nel 1995, quando risolta la controversia giudiziaria, tornò a difendere i pali della nazionale colombiana. In un’amichevole contro l’Inghilterra, Jamie Redknapp, allora centrocampista del Liverpool, tentò una conclusione piuttosto fiacca verso la porta dei sudamericani. Invece che bloccarla comodamente, Higuita si esibì in un balzo acrobatico in avanti, fece leva sulle braccia per darsi spinta e respinse il pallone con le gambe piegate, all’altezza del tacco, assumendo la postura di uno scorpione. Colpo che lo contraddistinse per tutta la vita, e con il quale ha continuato a deliziare i suoi fans fino ai giorni nostri, nel 2012, in un’amichevole disputata all’età di 46 anni.

Dietro il brasiliano Rogerio Ceni ed il paraguaiano José Chilavert, è il terzo portiere più prolifico della storia del calcio: aveva infatti il vezzo di tirare le punizioni e soprattutto i rigori, che gli valsero il cospicuo bottino di 41 reti in carriera, anche se non gli riuscì mai la prodezza di realizzare un gol su azione in una partita ufficiale, nonostante le sue numerose, folli sortite offensive. Tra i pali al contrario, pur essendo dotati di riflessi ed istinto notevolissimi, era tecnicamente rivedibile. Il suo più grande rimpianto resta la bomba su punizione con la quale Alberigo Evani all’ultimo minuto dei supplementari della Coppa Intercontinentale del 1989 regalò il successo al Milan di Arrigo Sacchi contro il suo Nacional Medellìn, con il quale aveva appena conquistato la Libertadores.

Nonostante la sua popolarità mondiale, cresciuta soprattutto dopo i Mondiali del 1990 nei quali però si fece beffare negli ottavi di finale da Roger Milla, regalando con un suo errore la qualificazione ai quarti di finale al Camerun, giocò in carriera solo la stagione 1992/93 in Europa, ed in una formazione spagnola di seconda fascia, il Valladolid. La sua carriera si è chiusa nel 2009, al Deportivo Pereira, all’età di 43 anni. Prima di allora però, aveva scontato nel 2004 una squalifica per doping, essendo risultato positivo alla cocaina. Approfittò della pausa forzata per partecipare al reality show colombiano “Cambio Extremo“, nel quale i concorrenti si sottopongono a mirati ritocchi di chirurgia estetica. Higuita scelse di cambiare zigomi, labbra, mento e naso, e di farsi dare anche una sistematina alla pancia. Per tornare in campo ringiovanito e quasi irriconoscibile, pronto a regalare alla folla un altro “scorpione”.

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