Il Metz e Toni Kurbos, i veri incubi del Barcellona: altro che Bayern Monaco…

di Fabio Belli

La sconfitta del Barcellona, nella casa del Camp Nou contro il Bayern Monaco nella semifinale di Champions League del Primo Maggio, ha fatto scalpore e soprattutto ha fatto già parlare di fine del ciclo che negli ultimi cinque anni ha fatto del calcio blaugrana un vero e proprio modello, prima ancora che una delle squadre più vincenti del pianeta. Se sarà davvero così solo il tempo potrà dirlo, ma bisogna sottolineare che l’impresa bavarese non rappresenta la più dura sconfitta del Barca nelle coppe europee. Per rintracciare la più pesante disfatta alla quale il pubblico culè abbia mai assistito nella sua storia, bisogna risalire al 1984 e alla competizione della quale il Barcellona è stato il dominatore induscusso, ottenendo più successi di qualunque altra formazione: la Coppa delle Coppe.

kurbosL’avversario però non era illustre quanto il Bayern, anzi. Il Metz è una formazione che anche nel campionato francese ha raggiunto nella storia successi limitati. Due Coppe di Francia in bacheca, nessun titolo nazionale, traguardo sfiorato solo nel 1998 quando fu costretto a cederlo ad un’altra sorpresa, il Lens, a causa della differenza reti, ed un conseguente giro in Champions League terminato ai preliminari di fronte ad un avversario sulla carta tutt’altro che irresistibile, i finlandesi dell’HJK Helsinki. Tutto qua: attualmente il club della Lorena milita nella seconda divisione francese, eppure è stato artefice, ormai quasi trent’anni fa, di una delle più mirabolanti imprese che la storia delle Coppe Europee ricordi.

Eh sì, perché il passaggio del Metz al Camp Nou non ha solo rappresentato la più pesante sconfitta casalinga in Europa di tutti i tempi per i catalani, ma è attualmente ancora la rimonta esterna più clamorosa nei turni ad andata e ritorno delle Coppe. Vincitore della Coppa di Francia nella stagione 1983/84, infatti, il Metz al primo turno trova subito l’ostacolo Barcellona, una montagna enorme da scalare per una squadra poco abituata alla ribalta continentale. L’andata da giocare in casa è un appuntamento di cartello nell’allora cinquantenaria storia del club, ma allo Stade Saint-Symphorien, come previsto, va in scena un mezzo massacro: il Barcellona si impone con un eloquente quattro a due, dominando la partita e concedendo due reti agli avversari solo a causa di un’allegria tattica tipica delle formazioni spagnole degli anni ’80. La pratica sembra chiusa, tanto che per non penalizzare l’affluenza di pubblico nel match di ritorno per una sfida con poco appeal, l’incontro non viene degnato neppure della diretta televisiva dalla televisione spagnola. Nonostante questo, il Camp Nou è semivuoto, nessuno pensa che il moscerino francese possa infastidire il colosso catalano.

Il Metz spera in un avversario snob e supponente, forte del vantaggio dell’andata, per poter almeno fare una figura dignitosa nel tempio del calcio blaugrana, ma il Barcellona sembra ben deciso a non correre rischi, tanto che dopo cinque minuti si porta in vantaggio con Carrasco. Sembra veramente finita, ma a questo punto accade l’incredibile, che si materializza nelle sembianze del brevilineo, rapidissimo attaccante del Metz Zvonko “Toni” Kurbos. Nell’ormai rilassata difesa blaugrana, Kurbos ha l’impatto che ai giorni d’oggi i tifosi del Camp Nou possono osservare in Leo Messi: imprendibile, capace di presentarsi a ripetizione davanti al portiere avversario. Alla fine del primo tempo il Metz è già avanti 2-1, con Kurbos che ha realizzato un eurogol e quindi propiziato un’autorete del difensore avversario Sanchez. Quindi, nella ripresa, si materializza il miracolo: altre due reti della punta slovena, che approfitta degli spazi lasciati dal Barcellona, che invece di difendere il vantaggio, si è riversato in avanti considerando uno smacco la possibilità di perdere in casa contro il piccolo Metz. Tripletta per Kurbos, e soprattutto quattro gol in Catalogna che significano il passaggio del turno, mai accaduto (e mai più accadrà) per una squadra che nella partita d’andata aveva subito quattro gol in casa.

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